Leggo sul sito di Primapagina che la proposta di una rete della “Dodecapoli etrusca” come rete tra le città che ne fecero parte, avrebbe avuto un avallo autorevole da parte del sindaco Scaramelli, con la richiesta e l’auspicio che la città di Volterra, “… una delle città della Dodecapoli, oggi in provincia di Pisa, possa passare in provincia di Siena”. Poi l’articolo continua “Certo, l’auspicio di Scaramelli non significa, automaticamente un ok all’appello di primapagina affinché egli si facesse promotore del rilancio della “rete” delle dodici città stato etrusche a fini culturali e turistici, però è già un segnale di attenzione”.
L’interpretazione del quindicinale di Lorenzoni mi sembra davvero azzardata. Se fosse quello uno dei motivi si dovrebbe pensare ad altri dieci comuni, che dire per esempio di Cortona, magari includendo anche Castiglione del lago? E che dire di Orvieto che della dodecapoli oggi alcuni archeologi ipotizzano essere il centro religioso dell’intera Etruria? Potremmo annetterlo insieme a qualche comunello intermedio alla nostra provincia.
Onestamente lascerei stare e non mi avventurerei in connessioni di questo genere. In realtà l’inclusione di Volterra risponderebbe a esigenze assai più prosaiche: cercare una dimensione che possa permettere il mantenimento della Provincia di Siena. Come noto le misure di risparmio individuate dalla spending review prevedono un taglio delle province che non rispettano soglie minime di estensione e popolazione. Da qui una sorta di mercato delle annessioni, come quello tentato, e pare fallito, del passaggio di Spoleto e Foligno alla provincia di Terni.
Lasciamo gli etruschi riposare in pace, almeno per queste faccende.
Cosa ha Chiusi da vendere oggi? un tempo aveva i mattoni della fornace, poi le granaglie dei grossisti Nigi e Torrini, poi ancora il fatto di essere un nodo ferroviario importante, con molti servizi. Oggi non ha più nulla o poco di tutto questo. Gli restano gli etruschi che nessuno le può togliere e allora, a mio avviso, è proprio da lì che bisogna ripartire. Non solo gli eruschi naturalmente. Tant’è che primapagina nella stessa edizione ha proposto anche un “gemellaggio” tra le 4 città citate da Dante nel canto XVI del Paradiso… Quattro città all’epoca sfigate e in decadenza, ma pur sempre in… Paradiso. Io, personalmente sono per mettere Etruschi e Dante in… produzione. Non per lasciarli riposare. Hanno riposato anche troppo. E una mano ce la possono dare…
La proposta di primapagina non riguardava solo Volterra ma tutte le città della dodecapoli (indicate nell’articolo in questione). Ed era semplicemente quella di ricreare una “rete” oggi più facile che ai tempi di Posenna, tra quelle città per favorire scambi culturali e un flusso turistico sia interno (tra loro) che esterno. La proposta non prevede “annessioni” o cambi di provincia, come ha ipotizzato il sindaco Scaramelli. Ma solo relazioni, che tra l’altro in alcuni casi già esistono (Castiglion della Pescaia o Montalto, due delle città della dodecapoli sono già meta balneare privilegiata dei cittadini di Chiusi, Cortona,Perugia…). Non è detto che tutte le proposte debbano piacere a Paolo Scattoni, ma tutte le proposte se argomentate e basate su “giacimenti concreti” hanno diritto di essere valutate e ponderate. E a dire il vero qualche segnale di interesse la proposta lo ha registrato. Altri, siamo sicuri, ne arriveranno.
Io ritengo che le ragioni che esprime Lorenzoni siano non solo plausibili ma anche degne di attenzione.Poi si sà, non tutte le ciambelle riescono col buco ma la posta in giuoco è tale che di fronte al sottosviluppo incombente ogni iniziativa se ben calibrata e che esprima ragioni forti e di pertinenza con quanto si vada a cercar di produrre, credo possa essere presa in considerazione.Si dice tante volte che occorre puntare alla ”cultura” per far girare il volano dello sviluppo ed allora? Non è questa una occasione da tenere presente? Storia, cibo,territorio.Tutti i luoghi che conosciamo possono avere queste facoltà ?Credo di no.Ed allora perchè non provare a farci un idea ? Perchè da altre parti la cosa riesce ed a Chiusi no? Ma la volontà deve mettere nel conto che le cose possano anche cambiare e cambiare all’interno delle istituzioni che regolano tali equilibri.Parlo dell’Associazionismo per esempio come anche di altro,che non può rimanere asfittico ma invece che produca novità sostanziali ed in linea col mondo che cambia che sta all’intorno.Sembrerà banale e generico ma sopravvive chi si adegua.
Incollo un articolo pubblicato oggi su “Il Tirreno” on line, sperando che non sia troppo lungo:
Per come l’avevano pensata, Volterra sarebbe stata al centro della Toscana. Per come sono andate le cose, soffre dell’isolamento in cui gli uomini l’hanno confinata. Il nodo, neanche a dirlo, sta nelle strade tortuose e anacronistiche da cui è circondata. E tra i volterrani è cresciuta la sensazione di essere messi da parte, loro che nei cromosomi portano millenni di storia. Al punto che il consiglio comunale, a maggioranza, ha approvato un ordine del giorno per un referendum che sancisca il passaggio dalla provincia di Pisa a quella di Siena, sempre che – si precisa – «sia confermata la proposta del governatore Rossi di Pisa e Siena capoluoghi».
È la spending review ad aver infranto i sogni d’immediata confluenza nel territorio confinante, avendo stabilito che dal 20 luglio non sono ammesse annessioni di comuni nel caso in cui servano a evitare l’abolizione di province. Ma se anche fosse stato possibile, il destino della Provincia di Siena sarebbe ugualmente segnato, possedendo il requisito dell’estensione territoriale ma non quello degli abitanti; né gli 11mila volterrani riuscirebbero a colmare il divario con la soglia minima, stabilita in 350mila. E allora, che senso ha divorziare da Pisa per accasarsi altrove? (…)
La Lista civica Rita Fiorini Vagnetti del comune di Chiusi e’ assolutamente d’accordo nel sostenere la tesi dell’annessione e da’ la propria disponibilita’ per qualsiasi iniziativa atta a realizzare tale finalita’.
Siccome chi gestisce questo blog è d’accordo sul fatto che le regole debbano essere rispettate, qualora dovesse passare di nuovo per errore un testo di più di 1400 battute, il commento in questione verrà rimosso il prima possibile.
Veniamo alla questione. Il sindaco di Chiusi dice che sarebbe opportuno che Volterra passi dalla provincia di Pisa a quella di Siena. Primapagina afferma che è un segnale di attenzione anche verso la proposta della rete delle città della Dodecapoli. Ho scritto sul post che il passaggio da una provincia all’altra non si può SECONDO LOGICA leggere come un auspicio per il progetto della rete di città che per altro apprendiamo dal commento di Alessandro Bologni già esiste.
Paolo sul fatto della lunghezza non posso darti che ragione.Ogni volta dico che voglio essere più breve ma poi non ci riesco.Sul fatto della domanda di cosa c’entri Chiusi con Volterra(ovvero Siena con Pisa) mi sembrava di essere stato chiaro e mi sembra che sostanzialmente abbia fornito una risposta pertinente.Per il blog a cui fai riferimento senza limiti per me diventa un impegno in più gestirlo:pensavo che in fin dei conti tecnicamente potesse essere un blog parallelo da dove si potesse entrare da Chusiblogblog e farne una rubrica senza vincoli di spazio.Ma evidentemene poi nessuno o pochissimi andrebbero a leggererlo perchè se sembra troppo anche 13 righe come la risposta che ho dato significa che il tutto basta e avanza.
Intanto non si capisce se hai capito. Mi pare che la domanda fosse chiara mentre la risposta, a mio avviso, non lo è.
Ma poi ci vorrebbe un minimo di rispetto per la comunià dei lettori di questo blog. Se il limite dei 1400 caratteri non va bene si può anche non partecipare.
Avevo anche offerto la mia collaborazione per la fondazione da parte tua di un secondo blog dove i vincoli di questo potessero essere ignorati. Più di questo mi pare che non si possa.
A stabilire che relazione ci possa essere saranno gli organi amministrativi quindi nè la Stampa nè altri Media, che possono limitarsi a ospitare idee o proposte (pro o contro) ma più in là certamente non si può andare.Non siamo noi, nè nessun altro, a decidere su questo. In periodo di riparametrazione della spesa se si scompigliano le carte e si riaccorpano aree credo occorre accettare quelli che ci sembrano piccoli o grandi sacrifici,nei quali ognuno perde ma anche riceve. Accettare o meno che Volterra possa essere in provincia di Siena lo vedo un male molto ma molto minore,quasi inesistente,di fronte alla possibilità di uno sviluppo diverso.
Non è la logica di Monti questa e della Spending Review? Non lo sostiene anche il PD il governo Monti? Se no si pretende la botte piena e la moglie ubriaca.E in periodo di ”scarcities” occorre mettere al meglio quelle che possono essere le nostre risorse.Se una di queste possa essere marciare insieme e fare sistema con altre aree,che non solo hanno in comune le radici storiche e le vestigia ma anche territorio, prodotti, insediamenti,ben venga.Chi decide non sarà tanto ingenuo da confondere gli etruschi coi vichinghi…o c’è il timore che questo avvenga? E’ bene chiederselo.In periodi di grandi trasformazioni dovute alla crisi credo sia bene non essere negativi ma propositivi se certe idee contengono serie possibilità.O non è lo stesso PD ad inseguire il moderatismo delle idee e comportamentale?
La proposta di primapagina era già stata fatta dal sindaco di Tarquinia qualche anno fa (3/4) ma Chiusi, il sindaco meglio dire, non la prese in considerazione, Proloco ed un’azienda agricola di Chiusi parteciparono ad una bella iniziativa di Tarquinia ma non avendo avuto appoggio dall’amministrazione comunale per la Proloco fu una partecipazione occasionale, credo che l’azienda agricola ancora vi partecipi
Si Carlo (Sacco), ma che che relazione c’è con Volterra in provincia di Siena?
I conti con la realtà occorre farli e se non si fanno si dovranno fare lo stesso.L’ipotesi di Prima Pagina mi sembrava non affatto azzardata in quanto sostiene una filiera reale di luoghi che hanno sostanza in comune.Che poi tutta tale riparametrazione venga fatta-giustamente-col metro della spending review-questa è la traccia principale da cui non allontanarsi,ma se dentro al rimescolamento delle carte che sembra ineluttabile,il metodo di cercare ”sostanza comune”possa portare ad una valorizzazione di circuiti e quindi di valorizzazioni,il risultato utile ne può uscire.Gli Etruschi non dormirebbero in pace e nessuno credo che vorrebbe che così fosse, anzi sarebbe una spinta per farli risorgere e conoscere,cosa questa che è stata fatta troppo poco,e dentro questo giuoco anche il campanilismo spesso ha giuocato ruoli negativi.Non stò a definire questo o quel paese ” dentro si e l’altro no”, ma tale ipotesi che porta ad unire le forze,le iniziative ed anche la partecipazione alla condivisione delle risorse a lume di naso mi parrebbe una cosa buona ed una via percorribile.Non si deve dimenticare che c’è anche da impararare dagli altri che sono intorno a noi.