Un esempio di formazione alla politica. Una proposta anche per noi?

 di Paolo Scattoni

Ho recentemente letto un libro di Alberto Cottica intitolato “Wikicrazia”. Cottica è un personaggio interessante. Dopo il dottorato di ricerca, invece di tentare la carriera universitaria si dedica alla musica, con il suo gruppo Modena City Ramblers. Poi l’incontro con la rete e la ricerca di applicazioni per una nuova impostazione del processi decisionali pubblici basati sulla partecipazione anche in rete.

 Il libro nella parte finale ospita interventi significativi (fra gli altri quello dell’ex ministro per la coesione Fabrizio Barca). Qui però ne vorrei citare uno perché racconta un’esperienza interessante condotta a Cagliari. La racconta il suo promotore: Matteo Lecis Cocco-Ortu.

 E’ un ingegnere trentenne, un outsider, inaspettatamente eletto nel consiglio comunale di Cagliari con Massimo Zedda sindaco. Dopo decenni arriva un’amministrazione nuova. Un quarantenne sindaco, 6 donne fra i 10 assessori, 60% di consiglieri di prima nomina. Ma l’ingegner Secis decide di non fare la bella statuina. Bisogna formare una generazione di giovani che si interessino alla politica. Strumenti moderni come blog e facebook, che Secis comunque ha, non sono condiderati sufficienti. Occorre un punto di incontro che vada al di là della tradizionale scuola di formazione politica per giovani dai 16 ai 29 anni. Il programma viene costruito da un gruppo di una ventina di giovani. Il programma viene finanziato con le indennità di consigliere di Secis e dalle iscrizioni.

 Ci sono poi problemi logistici. Il PD locale non sembra così entusiasta:

 “Purtroppo la burocrazia immobilizzante di un partito formato da correnti e interessi personali ha di fatto negato lo spazio del circolo per lo svolgimento del laboratorio. Abbiamo però preso questa difficoltà come opportunità per utilizzare diversi luoghi della città che ci hanno ospitato gratuitamente: una sala dell’università, la sede dell’associazione per l’attuazione della riforma psichiatrica, una comunità di reinserimento per i carcerati, un teatro dei gesuiti e la sede regionale del partito che ha assicurato il suo appoggio all’iniziativa, nonostante i mal di pancia di chi non ci ha voluto concedere il circolo”.

 Così descrive Secis il lavoro svolto:

 “Per due mesi e mezzo una settantina di giovani cagliaritani si sono trovati tutti i sabati pomeriggio a parlare di comunicazione politica e di partiti, di fiducia ed economia della felicità, di diritti civili dell’ultima Italia, di carceri e di immigrati, di giovani indignati e impegnati, delle possibilità offerte all’Italia dal web e dall’agenda digitale europea, di lavoro e di precarietà. Ogni incontro ha visto la partecipazione di relatori che hanno dato il proprio contributo senza percepire alcun compenso (ci siamo limitati a rimborsare i costi dei trasporti ed ell’eventuale pernottamento in b&b).Oltre agli incontri del sabato, grazie al contributo volontario di alcuni esperti,abbiamo offerto ai ragazzi un corso di public speaking e uno di scrittura giornalistica”.

Poi due laboratori, uno sull’uso di spazi pubblici inutilizzati e l’altro sul recupero dell’ex carcere che poi Secis ha portato in consiglio comunale.

Nel deserto della politica che pendola fra propaganda e disinteresse questo di Cagliari mi sembra un esempio molto significativo. Alcune reazioni del PD cagliaritano mi sembrano quelli delle nostre parti. Bisognerebbe capire se un’esperienza di questo tipo sia solo una lodevole eccezione o una buona pratica che possiamo ripetere, magari migliorandola.

 

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Una risposta a Un esempio di formazione alla politica. Una proposta anche per noi?

  1. ….lodevole eccezione, lodevole eccezione.

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